Brains, Persons, and Society *** ABSTRACTS
   Cervelli, Persone e Società ***ABSTRACTS





F. Cavallaro
Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali, Università di Siena

M. Novarese
Centre for Cognitive Economics, Università del Piemonte Orientale

People don't always behave rationally...

L'innegabile e straordinario fascino delle immagini e delle ipotesi che le neuroscienze sono in grado di proporci non ha lasciato incolume neppure la ricerca economica, soprattutto quella che da tempo si oppone alla visione mainstream dell'agente economico, ovvero la behavioural economics. E' nata così una ricerca interdisciplinare, la Neuroeconomia, che studia i processi decisionali, nella soluzione di compiti economici, tramite l'impiego di  tecniche e metodi propri delle neuroscienze cognitive. Scopo di questa ricerca è la costruzione di modelli,  grounded in neurobiology” (Glimcher, Rustichini 2004), più fedeli alla realtà, in grado di descrivere, cioè, capacità  cognitive e computazionali 'reali'.

Riunendo in sé economia, psicologia e neuroscienze, questa nuova disciplina si costituisce come efficace alternativa alla visione neoclassica, che vuole l’agente economico sottoposto ai vincoli di una razionalità perfetta e formalizzabile, nonché riconducibile alla funzione di utilità. Dall’interazione di queste tre scienze dovrebbe originare un modello “biologico”(McCabe, 2004) in grado di cogliere una serie di elementi finora generalmente trascurati perché non misurabili: l’apparente incoerenza del comportamento umano nella soluzione di problemi economici, l’eterogeneità delle preferenze e dei criteri di scelta, l’interferenza da parte delle emozioni. La possibilità di registrare i processi in atto nel cervello degli agenti ha suscitato, perciò, entusiastiche speranze di raggiungere una fondazione ‘effettiva’ e corrispondente alla realtà del comportamento individuale , una sua “microfondazione” (Novarese, Rizzello 2004). Le suggestioni neuroscientifiche qui in atto poggiano sulla presunta capacità degli strumenti del brain imaging di fornire dati e misurazioni oggettive dei processi decisionali degli agenti.

All’enfasi con cui vengono attualmente accolti gli esperimenti di neuroeconomia, noi vorremmo contrapporre una serie di osservazioni critiche volte a minare la fede nei risultati che sembrano derivare da questo nuovo approccio. Cercheremo di evidenziare che, proprio l'enfasi sulla misurabilità, inevitabilmente induce la ricerca neuroeconomica alla riconsiderazione di modelli economici molto tradizionali, in cui tutte le scelte sono ridotte a fattori quantificabili (almeno idealmente) come prezzi, quantità e probabilità. Da qui il preoccupante paradosso per cui la neuroeconomia, lungi dall'essere una disciplina veramente eversiva, si trova ad essere, anche se non in tutte le sue applicazioni, molto vicina al mainstream. Da un lato, infatti, sembra offrire quel supporto empirico che la stessa economia standard ha sempre ritenuto non necessario. D'altra parte propone alle neuroscienze gli stessi modelli economici come guida nella esplorazione del funzionamento del cervello e del comportamento delle persone.

Tenendo conto dei limiti metodologici e delle assunzioni su cui si basa la ricerca neuroscientifica, inoltre,  cercheremo di mettere in dubbio l'effettivo potere predittivo dei modelli proposti  dagli esperimenti di neuroeconomia. Sia per quanto riguarda il posto ed il ruolo che la Neuroeconomia dovrebbe assumere all’interno della ricerca economica, sia per quanto riguarda l’adozione tout court dell’impianto metodologico degli studi di brain imaging da parte di questo nuovo approccio, le domande a cui riteniamo si debba dare una risposta sono del tipo seguente: qual è il significato e l'utilità degli esperimenti di neuroeconomia in relazione alla ricerca e alla metodologia economica? Quali modelli cognitivi stanno alla base di questa nuova disciplina? In che modo vengono integrate indagine economica e psicologica con la ricerca neuroscientifica? Quali sono i criteri che guidano l’interpretazione dei dati di imaging ottenuti in questo tipo di esperimenti? Sulla traccia di alcuni studi di neuroeconomia ormai noti, verranno evidenziati limiti fondamentali della metodologia neuroscientifica -specialmente per quanto riguarda l'impiego delle tecniche di brain imaging- che inficiano inevitabilmente anche l'approccio neuroeconomico.